{"id":2341,"date":"2022-03-08T16:30:18","date_gmt":"2022-03-08T15:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/andreapanico.eu\/?p=2341"},"modified":"2023-02-10T17:56:17","modified_gmt":"2023-02-10T16:56:17","slug":"il-piu-grave-esodo-reportage-dai-confini-con-lucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/03\/08\/il-piu-grave-esodo-reportage-dai-confini-con-lucraina\/","title":{"rendered":"Racconti dai confini con l\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">vai alla <a href=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/03\/08\/conflitto-ucraino\/\"><strong>reportage fotografico<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-4d75e549-4a14-4a49-88d7-6f80ef8dfc86\"><em>\u00abLavoro con i rifugiati da quasi 40 anni e raramente ho visto un esodo di persone cos\u00ec incredibilmente veloce\u00bb<\/em>, ha affermato pochi giorni fa l\u2019Alto Commissario dell\u2019UNHCR Filippo Grandi rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-cd169782-64b5-4796-9327-dfd35f14861b\">Ad oggi, sono arrivate ad oltre un milione e mezzo le persone in fuga dall\u2019Ucraina. Attualmente il paese maggiormente interessato \u00e8 la Polonia (1.027.603), seguito dall\u2019Ungheria (180.163), Slovacchia (128.169), Moldavia (82.762) e Romania (\u200b\u200b78.977). Una minima parte dei civili in fuga ha cercato infine rifugio nella Federazione Russa (53.300), il paese causa del conflitto, e in Bielorussa (406), paese che ha lasciato il fianco meridionale all\u2019armata russa per l\u2019invasione dell\u2019Ucraina&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2022\/03\/il-piu-grave-esodo-reportage-dai-confini-con-lucraina\/#easy-footnote-bottom-1-488378\"><sup>1<\/sup><\/a><\/strong>. Il numero \u00e8 destinato a salire rapidamente dal momento che sono moltissime le persone ancora bloccate in territorio ucraino. A Medyka, cittadina di confine tra Polonia e Ucraina particolarmente interessata dal flusso migratorio, il comune denominatore di molti dei racconti di chi \u00e8 riuscito ad oltrepassare le frontiere sono i lunghi tempi di attesa, da una parte per riuscire a salire su un treno a Kiev, dall\u2019altra per varcare il checkpoint, a pochi passi dalla&nbsp;<em>salvezza<\/em>&nbsp;di un\u2019Europa fino a pochi giorni fa ad un palmo di mano.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>A differenza di altre crisi, un\u2019ulteriore caratteristica di quanto sta accadendo nelle diverse zone di confine \u00e8 questa: anche se gli aiuti sembrano sincronizzati, abbastanza forti ed efficaci, coloro che scappano restano quasi tutti poco tempo nei primi paesini europei. In Romania, vicino Sighet Marma\u021biei, il sindaco ancor prima dello scoppio del conflitto aveva individuato delle zone dove ospitare la popolazione in fuga che per\u00f2, secondo quanto dichiarato, sarebbero rimasti di fatto vuoti. Infatti, se una parte di coloro che arriva decide di affittare in autonomia una casa come sta avvenendo a Varsavia, in Polonia, probabilmente anche in attesa e nella speranza che il conflitto possa terminare a breve, la maggior parte di coloro che stanno entrando in questi giorni in Romania, Polonia e Ungheria lascia invece il paese nelle successive ore a bordo della propria macchina o dei mezzi messi a disposizione dai governi o dalle associazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tra chi resta intrappolato dentro e chi ce la fa ad uscire c\u2019\u00e8 spesso solo quella sottile differenza legata alla fortuna di abitare in una citt\u00e0 non ancora sotto l\u2019assedio russo, geograficamente ancora non coinvolta nell\u2019invasione rispetto ad un\u2019altra. Altre volte la salvezza \u00e8 legata alla possibilit\u00e0 di avere a disposizione denaro sufficiente, altre ancora dipende dal&nbsp;<em>colore<\/em>&nbsp;del passaporto. In merito alla nazionalit\u00e0 dei civili in fuga, in particolare, la forza virale dei social network \u00e8 riuscita a fare emergere l\u2019atteggiamento aggressivo dei soldati ucraini che hanno favorito prima il passaggio dei loro connazionali discriminando persone di origine africana oppure orientale che si trovano nel paese per lavoro, turismo, studio etc., o perch\u00e9 l\u00ec avevano deciso di chiedere asilo. \u00c8 la storia di Alexander, di nazionalit\u00e0 nigeriana, che studiava insieme alla sorella in Ucraina rispettivamente medicina ed economia.&nbsp;<em>\u00abMia sorella \u00e8 riuscita a raggiungere lviv (Leopoli) e da l\u00ec ad entrare in Polonia dove l\u2019aspettava nostro fratello che vive in Germania\u00bb<\/em>&nbsp;racconta sorseggiando un t\u00e8 offerto dai volontari che al checkpoint di Sighet si adoperano notte e giorno per supportare chi entra in territorio rumeno.&nbsp;<em><em>\u00ab<\/em>Io ho avuto problemi con i soldati ucraini e per questo ho deciso di andare verso la Romania, dove non ho avuto problemi ad entrare\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Aisha, una sua connazionale, racconta che dopo aver visto i video condivisi sui social di episodi di violenza da parte dei soldati ucraini al confine con la Polonia, ha deciso di non provare neanche ad entrare da quelle frontiere, ma di decidere di dirigersi senza esitazioni verso quella rumena. Sotto lo stand allestito nei pressi del checkpoint di Sighet, appena pochi minuti da quel ponte dalla struttura in ferro coperto da pesanti e vecchie assi di legno, che racconta gli sguardi di chi ha lasciato la propria quotidianit\u00e0 oltre il fiume Tibisco per cercare rifugio nel vecchio continente, anche Mohamed e Al\u00ec studenti egiziani tentano di riscaldarsi.&nbsp;<em>\u00abStudio medicina, lui per diventare un odontoiatra\u00bb<\/em>, racconta Mohamed mentre le dita della mano destra scorrono veloci sullo smartphone e l\u2019amico alza il bavero del giubbotto sprofondando dentro ore di privazione di sonno causato dai bombardamenti russi e dall\u2019incubo di mettersi in salvo:&nbsp;<em><em>\u00ab<\/em>Al checkpoint polacco facevano passare solo gli ucraini, i soldati erano aggressivi. Avevamo paura, per questo abbiamo deciso di scendere verso sud ed entrare dalla Romania<em>\u00bb<\/em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-b5fc069c-a92f-48e5-8ac4-36f9db3a4b47\">L\u2019amarezza che impregna i racconti legati alla difficolt\u00e0 di uscire dall\u2019Ucraina sono poi, in alcuni casi, ulteriormente appesantiti dai sempre attuali problemi di razzismo e xenofobia in cui sono coinvolti&nbsp;<em>in primis&nbsp;<\/em>i gruppi nazionalisti di ultra destra di alcuni dei paesi in cui arriva la popolazione in fuga. \u00c8 in parte la storia di Ibrahim, di origine somala, che nel freddo pungente della temperatura ormai scesa sotto lo zero di Medika si avvicina chiedendo solo di potere stare con noi. Ha paura di essere assalito e picchiato da uno dei tre uomini che girano senza meta nel parcheggio di fronte al supermercato, mischiandosi a giornalisti e volontari, e che ricordano il triste episodio della sera prima quando un gruppo di persone incappucciate ha minacciato i volontari che erano seduti in un pub della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-b5fc069c-a92f-48e5-8ac4-36f9db3a4b47\">Ibrahim si appresta a passare la terza notte all\u2019addiaccio, \u00e8 smarrito, probabilmente con un forte trauma da stress post traumatico che lo porta a chiederci \u2013 dopo qualche ora di chiacchiere \u2013 se ci siamo conosciuti ieri o oggi. Quando finalmente decide di raggiungere il centro di primo soccorso di Przemysl organizzato dai volontari, dopo neanche mezz\u2019ora una ragazza gli comunica che ha un posto su un pullman diretto a Berlino.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-5aaa51c2-6c95-48b7-9d53-1b6021c111aa\">Le vite di chi si perde e di chi fugge si intrecciano irrimediabilmente con quelle delle comunit\u00e0 che in queste ore si stanno mobilitando per offrire il loro sostegno. E&#8217; la storia di Irina che vuole partire per l\u2019Italia e chiedere aiuto allo stesso convento che l\u2019aveva ospitata vent\u2019anni fa quando ancora giovane aveva iniziato a lavorare come badante in una piccola cittadina della Liguria, inviando poi il denaro alla famiglia rimasta in Ucraina. O quella di Sofia diretta in Portogallo, mentre ringrazia e benedice al telefono i vecchi amici emigrati decenni prima. C\u2019\u00e8 chi sale su un pullman diretto a Berlino sperando nel sostegno della comunit\u00e0 locale. Aiuto che servir\u00e0 soprattutto nelle prossime settimane, quando il flusso migratorio probabilmente aumenter\u00e0, cambiando e ridefinendo le proprie mete di destinazione. Secondo l\u2019UNHCR le ultime stime attestano a 5 milioni i possibili rifugiati. E\u2019 tuttavia difficile ipotizzare se l\u2019invasione russa si estender\u00e0 in altre zone del paese e quali conseguenze ci saranno.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-6fb2a645-43d7-4681-b755-a62b5186ff39\">A fronte di un cos\u00ec ingente flusso di persone in movimento, in previsione il pi\u00f9&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/03\/07\/profughi-ucraina\/\" target=\"_blank\">grave dalla Seconda Guerra mondiale<\/a>&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2022\/03\/il-piu-grave-esodo-reportage-dai-confini-con-lucraina\/#easy-footnote-bottom-2-488378\"><sup>2<\/sup><\/a><\/strong>, destinate a raggiungere ogni angolo del vecchio continente, \u00e8 necessario che l\u2019Unione europea ed i governi applichino misure concrete di accoglienza e di accesso ai diritti sociali (quali scuola, sostegno psicologico, lavoro ecc.), non dimenticando tuttavia le persone delle altre rotte migratorie e nazionalit\u00e0, affinch\u00e9 non si creino ulteriori sofferenze e nuove disparit\u00e0 tra chi fugge.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>vai alla reportage fotografico \u00abLavoro con i rifugiati da quasi 40 anni e raramente ho visto un esodo di persone cos\u00ec incredibilmente veloce\u00bb, ha affermato pochi giorni fa l\u2019Alto Commissario dell\u2019UNHCR Filippo Grandi rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU.&nbsp;&nbsp; Ad oggi, sono arrivate ad oltre un milione e mezzo le persone in fuga dall\u2019Ucraina. Attualmente il paese maggiormente interessato \u00e8 la Polonia (1.027.603), seguito dall\u2019Ungheria (180.163), Slovacchia (128.169), Moldavia (82.762) e Romania (\u200b\u200b78.977). Una minima parte dei civili in fuga ha cercato infine rifugio nella Federazione Russa (53.300), il paese causa del conflitto, e in Bielorussa (406), paese che ha lasciato il fianco meridionale all\u2019armata russa per l\u2019invasione dell\u2019Ucraina&nbsp;1. Il numero \u00e8 destinato a salire rapidamente dal momento che sono moltissime le persone ancora bloccate in territorio ucraino. A Medyka, cittadina di confine tra Polonia e Ucraina particolarmente interessata dal flusso migratorio, il comune denominatore di molti dei racconti di chi \u00e8 riuscito ad oltrepassare le frontiere sono i lunghi tempi di attesa, da una parte per riuscire a salire su un treno a Kiev, dall\u2019altra per varcare il checkpoint, a pochi passi dalla&nbsp;salvezza&nbsp;di un\u2019Europa fino a pochi giorni fa ad un palmo di mano. A differenza di altre crisi, un\u2019ulteriore caratteristica di quanto sta accadendo nelle diverse zone di confine \u00e8 questa: anche se gli aiuti sembrano sincronizzati, abbastanza forti ed efficaci, coloro che scappano restano quasi tutti poco tempo nei primi paesini europei. In Romania, vicino Sighet Marma\u021biei, il sindaco ancor prima dello scoppio del conflitto aveva individuato delle zone dove ospitare la popolazione in fuga che per\u00f2, secondo quanto dichiarato, sarebbero rimasti di fatto vuoti. Infatti, se una parte di coloro che arriva decide di affittare in autonomia una casa come sta avvenendo a Varsavia, in Polonia, probabilmente anche in attesa e nella speranza che il conflitto possa terminare a breve, la maggior parte di coloro che stanno entrando in questi giorni in Romania, Polonia e Ungheria lascia invece il paese nelle successive ore a bordo della propria macchina o dei mezzi messi a disposizione dai governi o dalle associazioni.&nbsp; Tra chi resta intrappolato dentro e chi ce la fa ad uscire c\u2019\u00e8 spesso solo quella sottile differenza legata alla fortuna di abitare in una citt\u00e0 non ancora sotto l\u2019assedio russo, geograficamente ancora non coinvolta nell\u2019invasione rispetto ad un\u2019altra. Altre volte la salvezza \u00e8 legata alla possibilit\u00e0 di avere a disposizione denaro sufficiente, altre ancora dipende dal&nbsp;colore&nbsp;del passaporto. In merito alla nazionalit\u00e0 dei civili in fuga, in particolare, la forza virale dei social network \u00e8 riuscita a fare emergere l\u2019atteggiamento aggressivo dei soldati ucraini che hanno favorito prima il passaggio dei loro connazionali discriminando persone di origine africana oppure orientale che si trovano nel paese per lavoro, turismo, studio etc., o perch\u00e9 l\u00ec avevano deciso di chiedere asilo. \u00c8 la storia di Alexander, di nazionalit\u00e0 nigeriana, che studiava insieme alla sorella in Ucraina rispettivamente medicina ed economia.&nbsp;\u00abMia sorella \u00e8 riuscita a raggiungere lviv (Leopoli) e da l\u00ec ad entrare in Polonia dove l\u2019aspettava nostro fratello che vive in Germania\u00bb&nbsp;racconta sorseggiando un t\u00e8 offerto dai volontari che al checkpoint di Sighet si adoperano notte e giorno per supportare chi entra in territorio rumeno.&nbsp;\u00abIo ho avuto problemi con i soldati ucraini e per questo ho deciso di andare verso la Romania, dove non ho avuto problemi ad entrare\u00bb. Aisha, una sua connazionale, racconta che dopo aver visto i video condivisi sui social di episodi di violenza da parte dei soldati ucraini al confine con la Polonia, ha deciso di non provare neanche ad entrare da quelle frontiere, ma di decidere di dirigersi senza esitazioni verso quella rumena. Sotto lo stand allestito nei pressi del checkpoint di Sighet, appena pochi minuti da quel ponte dalla struttura in ferro coperto da pesanti e vecchie assi di legno, che racconta gli sguardi di chi ha lasciato la propria quotidianit\u00e0 oltre il fiume Tibisco per cercare rifugio nel vecchio continente, anche Mohamed e Al\u00ec studenti egiziani tentano di riscaldarsi.&nbsp;\u00abStudio medicina, lui per diventare un odontoiatra\u00bb, racconta Mohamed mentre le dita della mano destra scorrono veloci sullo smartphone e l\u2019amico alza il bavero del giubbotto sprofondando dentro ore di privazione di sonno causato dai bombardamenti russi e dall\u2019incubo di mettersi in salvo:&nbsp;\u00abAl checkpoint polacco facevano passare solo gli ucraini, i soldati erano aggressivi. Avevamo paura, per questo abbiamo deciso di scendere verso sud ed entrare dalla Romania\u00bb. L\u2019amarezza che impregna i racconti legati alla difficolt\u00e0 di uscire dall\u2019Ucraina sono poi, in alcuni casi, ulteriormente appesantiti dai sempre attuali problemi di razzismo e xenofobia in cui sono coinvolti&nbsp;in primis&nbsp;i gruppi nazionalisti di ultra destra di alcuni dei paesi in cui arriva la popolazione in fuga. \u00c8 in parte la storia di Ibrahim, di origine somala, che nel freddo pungente della temperatura ormai scesa sotto lo zero di Medika si avvicina chiedendo solo di potere stare con noi. Ha paura di essere assalito e picchiato da uno dei tre uomini che girano senza meta nel parcheggio di fronte al supermercato, mischiandosi a giornalisti e volontari, e che ricordano il triste episodio della sera prima quando un gruppo di persone incappucciate ha minacciato i volontari che erano seduti in un pub della citt\u00e0. Ibrahim si appresta a passare la terza notte all\u2019addiaccio, \u00e8 smarrito, probabilmente con un forte trauma da stress post traumatico che lo porta a chiederci \u2013 dopo qualche ora di chiacchiere \u2013 se ci siamo conosciuti ieri o oggi. Quando finalmente decide di raggiungere il centro di primo soccorso di Przemysl organizzato dai volontari, dopo neanche mezz\u2019ora una ragazza gli comunica che ha un posto su un pullman diretto a Berlino. Le vite di chi si perde e di chi fugge si intrecciano irrimediabilmente con quelle delle comunit\u00e0 che in queste ore si stanno mobilitando per offrire il loro sostegno. E&#8217; la storia di Irina che vuole partire per l\u2019Italia e chiedere aiuto allo stesso convento che l\u2019aveva ospitata vent\u2019anni fa quando ancora giovane aveva iniziato a lavorare come badante in una piccola cittadina della Liguria, inviando poi il denaro alla famiglia rimasta in Ucraina. O quella di Sofia diretta in Portogallo, mentre ringrazia e benedice al telefono i vecchi amici emigrati decenni prima. C\u2019\u00e8 chi sale su un pullman diretto a Berlino sperando nel sostegno della comunit\u00e0 locale. Aiuto che servir\u00e0 soprattutto nelle prossime settimane, quando il flusso migratorio probabilmente aumenter\u00e0, cambiando e ridefinendo le proprie mete di destinazione. Secondo l\u2019UNHCR le ultime stime attestano a 5 milioni i possibili rifugiati. E\u2019 tuttavia difficile ipotizzare se l\u2019invasione russa si estender\u00e0 in altre zone del paese e quali conseguenze ci saranno. A fronte di un cos\u00ec ingente flusso di persone in movimento, in previsione il pi\u00f9&nbsp;grave dalla Seconda Guerra mondiale&nbsp;2, destinate a raggiungere ogni angolo del vecchio continente, \u00e8 necessario che l\u2019Unione europea ed i governi applichino misure concrete di accoglienza e di accesso ai diritti sociali (quali scuola, sostegno psicologico, lavoro ecc.), non dimenticando tuttavia le persone delle altre rotte migratorie e nazionalit\u00e0, affinch\u00e9 non si creino ulteriori sofferenze e nuove disparit\u00e0 tra chi fugge.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3029,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[118,22],"tags":[111,112,113,102,114,105,101,100,109,116,104,99,108,107,97,98,103],"class_list":["post-2341","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-conflitto-ucraina-2022","category-reportage","tag-bielorussia","tag-conflitto","tag-guerra","tag-hungary","tag-leopoli","tag-medyka","tag-poland","tag-polonia","tag-przemysl","tag-putin","tag-romania","tag-russia","tag-sighet","tag-sighet-marmatiei","tag-ucraina","tag-ukraine","tag-ungheria"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/19-Conflict-in-Ukraine_-Hungary-border.-Ph-Andrea-Panico-scaled.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2341"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3425,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2341\/revisions\/3425"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3029"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}