{"id":3203,"date":"2022-10-20T16:53:38","date_gmt":"2022-10-20T14:53:38","guid":{"rendered":"https:\/\/andreapanico.eu\/?p=3203"},"modified":"2023-02-07T13:01:08","modified_gmt":"2023-02-07T12:01:08","slug":"laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/","title":{"rendered":"L\u2019accoglienza dei rifugiati in Turchia: un fallimento annunciato"},"content":{"rendered":"\n<p>     <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>   <\/p>\n\n\n\n<p>   <\/p>\n\n\n\n<p>      <\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019uomo \u00e8 vittima di un ambiente che non tien conto della sua anima.<\/em><br>(Charles Bukowski)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ci sar\u00e0, in una delle prossime generazioni, un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere societ\u00e0 in cui le persone saranno private di fatto delle loro libert\u00e0, ma ne saranno piuttosto felici, in quanto verranno sviati dalla volont\u00e0 di ribellarsi per mezzo della propaganda o del lavaggio del cervello, o del lavaggio del cervello potenziato con metodi farmacologici. E questa sembra essere la rivoluzione finale.<\/em><br>(George Orwell)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">vai al<a href=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/category\/gallerie\/gallerie-turchia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong> reportage fotografico<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><h3><strong>1. L\u2019imbuto greco e la trappola turca<\/strong><\/h3><\/p>\n\n\n\n<p>Le popolazioni in fuga dalla polveriera mediorientale, dai conflitti che hanno provocato migliaia di morti innocenti, ridotto in macerie le economie dell\u2019Iraq e della Siria e favorito l\u2019avanzata dei fondamentalismi nel silenzio della comunit\u00e0 internazionale, prima della chiusura della rotta balcanica, raggiungevano il suolo greco per poi dirigersi, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, verso i paesi dell\u2019Europa occidentale.<br>Con la chiusura a catena delle frontiere di Ungheria, Serbia e Macedonia, si \u00e8 creato un effetto domino per cui l\u2019ultimo tassello a restare in piedi, la Grecia, ha continuato per mesi ad aumentare il suo bacino migratorio. Come un enorme imbuto la pressione migratoria ha raggiunto il suo apice nel marzo del 2016, quando un accordo siglato dai paesi dell\u2019Unione Europea e dalla Turchia ha stabilito che quest\u2019ultima si adoperasse, con ogni mezzo a sua disposizione, a interrompere la rotta e bloccare i migranti che arrivavano nel paese del sultano Erdogan, impedendogli cos\u00ec di raggiungere la Grecia&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb1\">1<\/a>].<br>Da allora \u00e8 cresciuto esponenzialmente il numero dei rifugiati in Turchia, passando dai due milioni settecentomila siriani registrati fino alla prima decade dell\u2019aprile del 2016 agli oltre tre milioni e cinquecentomila di luglio 2018&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb2\">2<\/a>]: la UE ha stanziato &#8211; in ottemperanza a quanto stabilito dall\u2019accordo &#8211; i primi 3 miliardi di euro come contributo economico per la gestione dell\u2019accoglienza&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb3\">3<\/a>]&nbsp;e Ankara si \u00e8 autoproclamata il paese pi\u00f9 generoso e accogliente al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolare del campo profughi di Nizip 2<\/p>\n\n\n\n<figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/04-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-scaled.jpg\" alt=\"\" \/>\n<figcaption>particolare del campo profughi di Nizip 2 (Turchia)<\/figcaption>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><h3><strong>2. Il paese pi\u00f9 \u201caccogliente\u201d del mondo: i campi profughi in Turchia<\/strong><\/h3><\/p>\n\n\n\n<p>Sono le quattro eppure il sole, troppo pallido a questa latitudine, scendendo gi\u00f9 fino all\u2019orizzonte ha gi\u00e0 toccato le barricate, lunghi blocchi di cemento quadrangolari disposti a pochi metri da noi che frappongono la caserma militare, circondata dal filo spinato, all\u2019ennesimo vicolo tagliato fuori dal traffico della citt\u00e0 in nome della sicurezza.<br>Il brulicare della vita che, poco meno di un anno fa, scorreva freneticamente tra le bancarelle dei mercati, \u00e8 oggi sacrificato alle misure di sicurezza imposte dalla guerra intestina che Erdogan ha mosso al popolo curdo. L\u2019effige di Ataturk, il simbolo della laicit\u00e0 e della libert\u00e0 di questo paese presente in ogni locale, scompare sotto la polvere alzata dai decreti e dai provvedimenti con cui il sultano continua la sua epurazione di ogni dissidente, intellettuale o voce libera che si opponga al suo regime. Tutto ci\u00f2 nel veloce declino dello stato di diritto e nel silenzio della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla torretta, un soldato in controluce imbraccia un AK47, la carnagione pallida del suo viso riflette il rosso di cui \u00e8 avvolta la luna della bandiera turca. Ci osserva sospettoso da mezz\u2019ora e continua a seguirci con lo sguardo fino a quando non entriamo in un taxi giallo.<br>Il conducente curdo capisce immediatamente dove vogliamo andare. Saranno stati gli zainetti, deformati dalla consistenza delle custodie delle reflex, o l\u2019esserci intrattenuti cos\u00ec a lungo con Yusuf, che continua a scaldare&nbsp;\u00e7ai&nbsp;da dietro il suo carretto parcheggiato a ridosso del muro di cinta della caserma. Contrabbanda t\u00e8 siriano facendo la spola tra la Turchia e la Siria, \u201cper raggiungere i campi \u00e8 necessaria una vettura privata. Non arrivano i pullman laggi\u00f9. Per passare da una parte all\u2019altra del confine per\u00f2 basta avere qualche buon contatto e lasciare una generosa mancia ai militari che controllano il confine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I numerosi posti di blocco lungo la provinciale, dove i militari sono alle prese nell\u2019esaminare i documenti dei conducenti delle auto pi\u00f9 vecchie e sporche, mi fanno fortemente pregare di non essere fermati per un controllo. Non sono solo le citt\u00e0 e gli snodi principali ad essere controllati nel sud est turco, ma anche tutti i maggiori punti di accesso che portano ai campi profughi. I militari controllano rigorosamente le zone circostanti affinch\u00e9 n\u00e9 giornalisti n\u00e9 fotografi possano documentare la situazione, e coloro che vengono sorpresi senza un permesso ufficiale rilasciato dalle autorit\u00e0 turche (estremamente difficile da ottenere) rischiano il fermo o peggio il carcere. E\u2019 successo a decine di corrispondenti e&nbsp;freelancer&nbsp;finora, accadr\u00e0 anche a Gabriele del Grande di l\u00ec a pochi mesi, costretto alla detenzione per 14 giorni senza neanche la possibilit\u00e0 di incontrare un avvocato&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb4\">4<\/a>].<br>Lascio che il fascio di luce, penetrando dal vetro scuro del veicolo semi abbassato invada gli occhi e incoraggi le pupille a restringersi. Li chiudo abbandonandomi per qualche minuto alla voce di Tom Yorke. \u201cStop whispering, start shouting, stop whispering, start shouting!&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb5\">5<\/a>]\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo la strada, da un lato e dall\u2019altro, solo terra alla terra e campi di ulivi e pistacchi.<br>Imboccata una strada sterrata, la carreggiata si restringe e le file di alberi da frutto lasciano improvvisamente il posto alle coltivazioni di verdura e di ortaggi. Decine<br>di donne, anziane e bambine, dal volto coperto e con le schiene piegate riempiono i cesti di vimini con operazioni meccaniche e ripetitive. E poi, tutto d\u2019un tratto, l\u2019Eufrate. La culla dell\u2019umanit\u00e0, un tempo il fiume che bagnava la grande Babilonia, oggi solo uno spartiacque tra gli enormi e sovraffollati campi profughi di Nizip 1 e Nizip 2.<\/p>\n\n\n\n<p><h3><strong>2.1 L\u2019inizio della crisi, i primi campi rifugiati<\/strong><\/h3><\/p>\n\n\n\n<p>Era il 29 aprile del 2011 quando i primi 263 siriani entrarono in Turchia per sfuggire dal conflitto. Nel giro di pochi giorni il governo turco allest\u00ec la prima tendopoli di emergenza nella provincia di Kilis che accolse le prime 252 persone. Nel settembre dello stesso anno nacquero i primi 4 campi per rifugiati, che diventeranno 13 l\u2019anno successivo e 21 alla fine del 2013&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb6\">6<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<figure><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/numero_campi.png\" alt=\"\" \/>\n<figcaption>Elaborazione su dati Afad dell&#8217;incremento della popolazione nei campi profughi in Turchia (7)<\/figcaption>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>La vastit\u00e0 dei&nbsp;settlement&nbsp;creati dal governo turco \u00e8 incredibile, basti pensare che alcuni di questi campi sono o sono stati nella lista dei campi profughi pi\u00f9 popolosi del Medio Oriente. Dalla collinetta, appena sopra la diga che strozza l\u2019Eufrate, si ha l\u2019impressione di osservare uno&nbsp;screenshot&nbsp;del gioco di \u201cThe Age of Empires\u201d, in cui le strutture abitative vengono costruite l\u2019una accanto all\u2019altra, prefabbricati perfettamente allineati intrappolati tra reti metalliche e torri con vedette e militari che sbadigliano.<br>Ogni tanto un gruppo di bambini fa capolino sull\u2019enorme distesa di cemento, qualche calcio ad un pallone colorato che sbatte contro il cartello che avverte il forestiero: \u201cg\u00fcvenlik nedeni ile girilmez!&nbsp;&#8211; Vietato entrare per ragioni di sicurezza!\u201d. Qui i campi sono militarizzati e il loro presidio \u00e8 affidato esclusivamente a dipendenti governativi turchi. L\u2019accesso per chiunque non sia autorizzato dal Governo \u00e8 praticamente impossibile.<\/p>\n\n\n\n<figure><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/06-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpeg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><h3><strong>2.2 L\u2019anomalia turca<\/strong><\/h3><\/p>\n\n\n\n<p>A differenza di quasi tutti i campi rifugiati del mondo, quelli turchi non vengono gestiti dall\u2019Alto Commissariato per la Nazioni Unite per i Rifugiati, ma dall\u2019agenzia governativa&nbsp;Disaster and Emergency Management Presidency&nbsp;(AFAD). La polizia turca si occupa invece della registrazione dei migranti del campo e di rilasciare loro le ID card (<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accesso-alla-sanita-per-i-rifugiati.html?var_mode=calcul\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi il capitolo &#8220;L\u2019accesso alla sanit\u00e0 per i rifugiati siriani&#8221;<\/a>), mentre la sicurezza viene spesso appaltata a societ\u00e0 esterne.<br>Ulteriore anomalia \u00e8 la difficolt\u00e0 che hanno le ONG di operare sul suolo turco. Nel 2016 erano solo 16 le organizzazioni straniere che avevano ottenuto il permesso di fornire assistenza diretta ai profughi in Turchia, limitatamente alle persone che erano accolte nei campi a ridosso del confine siriano. Per tutte le altre ONG, l\u2019accesso ai campi \u00e8 severamente vietato. Ci\u00f2 sta comportando per molte di loro l\u2019obbligo di operare in silenzio, nascondendosi al controllo del Governo&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb8\">8<\/a>].<br>Tali restrizioni coinvolgono anche l\u2019UNHCR, a cui \u00e8 concesso solo la possibilit\u00e0 di accedere alle strutture per svolgere le sue attivit\u00e0 di monitoraggio, per offrire assistenza tecnica e alcune forme di sostegno logistico ma sempre solo quando richieste da AFAD&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb9\">9<\/a>].<br>La gestione dei campi \u00e8 fosca e a tratti paludosa, \u201ca volte viene impedito a noi stessi funzionari dell\u2019UNHCR di entrare nei campi. Mi vengono semplicemente passate le notizie che devo utilizzare nella stesura dei report, informazioni che tuttavia non mi \u00e8 stato in alcun modo permesso di verificare\u201d, racconta Maria dipendente delle Nazioni Unite che lavora a Gaziantep.<br>La responsabilit\u00e0 finanziaria e amministrativa della gestione dei campi ricade esclusivamente sul governo turco. Seppur dispendiosa, tale strategia permette al governo turco di avere il controllo totale sul modo di operare assicurandosi che non ci siano soggetti esterni, quali dipendenti di ONG, che possano mettere in discussione la loro strategia di gestione della crisi criticando o entrando in conflitto con le decisioni adottate dal governo o dai responsabili amministrativi locali&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb10\">10<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p><h3><strong><br>2.3 La carenza di alloggi nei campi: un problema che parte da lontano<\/strong><\/h3><\/p>\n\n\n\n<p>Al marzo del 2018, degli oltre tre milioni e mezzo di siriani registrati, solo il 6% di loro, 225.557 [<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb11\">11<\/a>],&nbsp;vivevano nei 21&nbsp;Temporary Accomodation Centers&nbsp;(TACs) locati nelle province turche a ridosso del confine siriano vicino le 10 citt\u00e0 di Sanlurfa, Gaziantp, Hatay, Kilis, Osmaniye, Adana, Mardin, Adiyaman, Malatya e Kahramanmara&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb12\">12<\/a>].<br>Di loro, si stima&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb13\">13<\/a>]&nbsp;una popolazione maschile del 29,96% e femminile del 25,36%, con una presenza di minori del 44,68%&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb14\">14<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019importanza che rappresenta per i migranti la possibilit\u00e0 di poter accedere ad un ricovero, solo durante i primissimi anni del conflitto tale problema \u00e8 stato realmente affrontato dal Governo turco. Gli anni successivi alla seconda met\u00e0 del 2013 hanno lasciato invece emergere il totale disimpegno di Ankara.<br>A fronte della crescita esponenziale del flusso migratorio&nbsp;dovuto, da una parte all\u2019acuirsi del conflitto siriano, dall\u2019altra all\u2019impegno assunto dal sultano di bloccare con ogni mezzo l\u2019emigrazione verso l\u2019Europa,&nbsp;la disponibilit\u00e0 di posti nei campi rifugiati \u00e8 rimasta sin dalla loro costruzione pressoch\u00e9 invariata. N\u00e9 il governo ha sopperito a tale necessit\u00e0 prevedendo l\u2019accoglienza in altri tipi di strutture che puntassero a una migliore integrazione della popolazione migrante sul territorio.<br>Fino ai primi mesi del 2013 coloro che arrivavano in Turchia&nbsp;con l\u2019intenzione di restare&nbsp;potevano trovare rifugio nei campi allestiti dal governo. Il problema della disponibilit\u00e0 di alloggi si \u00e8 presentato&nbsp;a cavallo dei mesi di febbraio e marzo del 2013&nbsp;quando&nbsp;si sono cominciate a registrare le prime 50.000 richieste di esubero&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb15\">15<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<figure><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/UNHCR.png\" alt=\"\" \/>\n<figcaption>dati UNHCR<\/figcaption>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Il numero di coloro che erano riusciti a trovare un ricovero nei campi \u00e8 rimasto tuttavia superiore agli \u201c<em>esclusi<\/em>\u201d fino all\u2019inizio dell\u2019estate dello stesso anno, quando a cavallo dei mesi di luglio e agosto la situazione si \u00e8 invece ribaltata: l\u2019incapacit\u00e0 del Governo di far fronte al crescente flusso migratorio ha comportato una crescita rapida e costante degli&nbsp;outsider&nbsp;.<\/p>\n\n\n\n<p>Se tuttavia alla fine del novembre del 2013 la percentuale dei siriani che alloggiavano nei campi era ancora del 38,3%&nbsp;(205.545) dei 536.371 registrati sul suolo nazionale&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb16\">16<\/a>], durante gli anni successivi al crescere vertiginoso della curva migratoria non \u00e8 seguito un aumento della disponibilit\u00e0 in termini di posti all\u2019interno dei campi.<br>In particolare, \u00e8 a partire dal mese di febbraio del 2014 che il problema si acuisce arrivando, alla fine della prima decade del dicembre del 2014, a una percentuale&nbsp;di accolti che crolla al 20% (223.921) su un numero di siriani registrati cresciuto a 1.115.551&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb17\">17<\/a>]!<\/p>\n\n\n\n<figure><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/unhcr-2.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La situazione peggiora ulteriormente negli anni successivi arrivando il&nbsp;primo ottobre del 2015&nbsp;a un numero di accolti di 258.504 su 2.066.601, il 12,51%&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb18\">18<\/a>].<br>A fine dicembre del 2016, risiedevano nei campi il 9,16% della popolazione migrante siriana, 258.597 su 2.823.987&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb19\">19<\/a>].<br>L\u2019anno successivo, al dicembre del 2017 su 3.424.237 siriani registrati, solo 258.597 vivevano nei campi, il 7,55%&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb20\">20<\/a>].<br>Quanto appena illustrato mostra una evidente negligenza nella gestione della crisi in corso. Da una parte, ci\u00f2 \u00e8 dovuto sicuramente ad un deficit in termini di previsione degli arrivi causata da un\u2019inadeguata&nbsp;governance&nbsp;dell\u2019emergenza. Dall\u2019altra, occorre rilevare la grave assenza sul piano politico di attori internazionali che, una volta iniziati a versare nel 2016 i primi tre miliardi nelle casse della Turchia come contributo economico, hanno scelto di non preoccuparsi adeguatamente delle condizioni di vita dei profughi siriani.&nbsp;Del resto le frasi del Presidente della Commissione Europea Juncker, del 27 ottobre 2015 davanti al Parlamento Europeo di Strasburgo, espressero in modo molto chiaro i veri obiettivi dell\u2019accordo che da l\u00ec a poco sarebbe stato stipulato: \u201cL\u2019Unione Europea non dovrebbe insistere sulla questione dei diritti umani in Turchia&#8230; Sappiamo che esistono delle carenze, ma dobbiamo coinvolgere la Turchia nelle nostre iniziative se vogliamo garantire che nessun altro rifugiato arrivi dalla Turchia nell\u2019Unione europea\u201d.&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb21\">21<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<figure><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/01-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x768.jpg\" alt=\"\" \/>\n<figcaption>Diga sul fiume Eufrate<\/figcaption>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><h3><strong>3. Abbandonati? Il destino degli oltre tre milioni di siriani esclusi dal sistema di accoglienza turco<\/strong><\/h3><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando siamo arrivati non avevamo nessuno, nulla. Ci siamo spostati per mesi, vivendo in vecchi edifici disabitati o nelle rimesse. Non fosse stato per alcune famiglie che ci hanno aiutato a trovare un alloggio e che hanno pagato le prime mensilit\u00e0 di affitto, permettendoci di respirare e a me di cercare un lavoro, saremmo ancora per strada, io e i miei cinque nipoti\u201d, gli occhi di Sara, coperti dalle lacrime tradiscono il dolore della vergogna del benessere perso in Siria.<\/p>\n\n\n\n<p>I campi profughi turchi, per chi scappa dalla guerra, possono essere senz\u2019altro considerati, nella maggior parte dei casi, degli angoli di paradiso nascosti appena dietro l\u2019inferno.<br>Ed effettivamente per chi riesce ad accedervi c\u2019\u00e8 disponibilit\u00e0 di acqua, elettricit\u00e0 e molte unit\u00e0 abitative dispongono persino di antenne paraboliche.<br>Sono state create delle scuole, si stima che circa il 90% dei bambini nei campi frequentino una scuola&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb22\">22<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tutti gli altri? Quale \u00e8 il destino di tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di trovare un posto all\u2019interno delle strutture governative? Ci\u00f2 che il governo di Ankara nell\u2019ultimo quinquennio sta spacciando come hotel a 5 stelle, nella realt\u00e0 che annulla qualsiasi propaganda continua ad essere una fortuna accessibile a sempre meno siriani. Fino a pochi anni c\u2019era maggiore disponibilit\u00e0 di posti anche perch\u00e9 era notevolmente pi\u00f9 basso il numero di profughi che arrivavano. Ad oggi per\u00f2 la situazione \u00e8 catastrofica. Il 98% dei siriani sotto protezione temporanea \u201crisiede nelle aree urbane, periferiche e rurali\u201d&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb23\">23<\/a>].<br>La mancanza di disponibilit\u00e0 di posti nei campi, comporta quale primo effetto per la comunit\u00e0 siriana in fuga la ricerca autonoma di un posto dove stare.<br>\u201cColoro che riescono fuggire dal conflitto e ad arrivare in Turchia possono solo appoggiarsi ai loro contatti qui, a coloro che sono arrivati precedentemente e si sono gi\u00e0 inseriti nel tessuto sociale. \u00c8 in questo modo che riescono a trovare una casa da affittare pi\u00f9 facilmente e a un prezzo non troppo alto. Tutti quelli che non hanno questa fortuna spesso si trovano a vivere per strada anche per lunghi periodi\u201d, racconta Hamed.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSoprattutto nelle aree urbane i prezzi delle case sono aumentati negli ultimi anni. Ci sono proprietari di case che stanno facendo una fortuna con i siriani, la popolazione locale non li vuole in citt\u00e0 e chi offre loro la disponibilit\u00e0 ad affittare una casa lo fa a peso d\u2019oro\u201d<\/em>, continua indicando un cantiere in costruzione appena fuori il centro di Sanlurfa.<br>Coloro che non ricevono assistenza statale sono costretti a erodere parte del patrimonio messo in salvo durante la fuga, risparmi gi\u00e0 fortemente intaccati dal pagamento per il transito illegale da una frontiera all\u2019altra e dalla incredibile svalutazione subita dalla lira siriana dall\u2019inizio del conflitto sino ad oggi.<br>Bastano pochi mesi ad una famiglia benestante siriana per prosciugare tutto il denaro che possiede nell\u2019affitto di una casa e finire in rovina. E\u2019 proprio ci\u00f2 che forza la maggior parte dei padri di famiglia a scegliere di mandare i propri figli (<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-infanzia-negata.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi il capitolo &#8220;L\u2019infanzia negata&#8221;<\/a>), anche piccolissimi, a lavorare.<\/p>\n\n\n\n<figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/istanbul.jpeg\" alt=\"\" \/>\n<figcaption>Centro di Istanbul<\/figcaption>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Tutta la mia famiglia, siamo in sei, vive in un appartamento di due stanze nella periferia di Istanbul. Siamo qui da quasi sei mesi. Mio marito lavora saltuariamente nell\u2019edilizia, due dei miei figli di otto e nove anni in una fabbrica. Ma i soldi non bastano per sopravvivere, \u00e8 per questo che vi chiedo del latte per lei&#8221;<\/em>. Fatima indica con gli occhi l\u2019ultima figlia nata da poco, al sicuro sotto le coperte dal gelo della neve di gennaio che nella nuova Costantinopoli penetra le ossa, irrigidendo i muscoli e ogni pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cercare una casa da affittare non \u00e8 solo un problema di soldi, i profughi siriani infatti sono discriminati nelle citt\u00e0 per una molteplicit\u00e0 di ragioni e la loro presenza, generalmente, non ben accetta. In primo luogo a causa della diffidenza che la popolazione locale nutre nei loro confronti. Molti siriani del nord sono di origine curda, una popolazione che nel sud est della Turchia \u00e8 ormai da decenni vessata da una vera e propria guerra fratricida.<br>Anche la paura della radicalizzazione del terrorismo gioca un ruolo essenziale. Sono tanti gli autoctoni che temono l\u2019entrata in territorio turco di militanti jihadisti pronti a colpire e radicalizzarsi nelle citt\u00e0. Tuttavia, la paura pi\u00f9 grande, resta quella dell\u2019occupazione. Un esercito di disperati, senza soldi e senza alcun aiuto statale su cui contare, \u00e8 \u201ccarne fresca\u201d per il caporalato, per lo sfruttamento nelle fabbriche, nei campi e nello svolgimento dei lavori pi\u00f9 umili. E\u2019 importante sottolineare che la Turchia di Erdogan, anche a seguito della tensione tutt\u2019ora in essere con paesi economicamente strategici per il commercio, sta vivendo un momento di profonda depressione e crisi con una forte svalutazione della sua moneta&nbsp;[<a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-L-accoglienza-dei-rifugiati-in-Turchia-un.html#nb24\">24<\/a>]. Ci\u00f2 sta comportando un aumento della disoccupazione e una \u201cguerra tra poveri\u201d, in cui l\u2019immigrato in cerca di asilo \u00e8 la persona che, con alte probabilit\u00e0, prender\u00e0 il posto in fabbrica del turco suo vicino di casa, lavorando il doppio delle sue ore e costando la met\u00e0 di lui.<br>L\u2019assenza di posti nei&nbsp;refugee camps&nbsp;governativi e l\u2019impossibilit\u00e0 di affittare un alloggio per la carenza di offerta del mercato o di disponibilit\u00e0 di denaro, comporta quale scelta obbligata l\u2019abbandonarsi ad alloggi di fortuna. I&nbsp;settlement&nbsp;informali nascono quasi sempre lontani dalle citt\u00e0, nei pressi dei grandi appezzamenti di terreni coltivati in cui \u00e8 facile trovare lavoro come bracciante, sfruttati per una manciata di lire turche l\u2019ora. (<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/Io-non-ho-sogni-Il-lavoro-sommerso-e-lo-sfruttamento-dei.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi il capitolo &#8220;Lo sfruttamento lavorativo dei rifugiati siriani in Turchia&#8221;<\/a>). In tale contesto, i siriani vivono dimenticati dal governo e difficilmente raggiungibili persino dalle poche organizzazioni abilitate a prestare assistenza nel paese.<br>La maggior parte dei bambini non va a scuola per aiutare i genitori nella raccolta della frutta e della verdura; esposti al rischio di subire abusi sessuali o di sparire nel nulla sono definiti ormai la \u201cgenerazione persa\u201d, i figli della Siria abbandonata alla distruzione e raccontata solo nei trafiletti di fondo pagina in occasione di clamorosi attentati.<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola Radwa aveva vissuto per quasi un anno in un&nbsp;settlement&nbsp;informale, probabilmente lungo la costa occidentale, prima di arrivare in&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/+-Grecia-+.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Grecia<\/a>. Fu la sola cosa che capii quando, chiedendole da dove arrivava, mi indicava le tende, nominava la Turchia e contava con le dita sporche di fango i mesi che scoprii solo successivamente &#8211; aveva vissuto con un amico di suo padre a cui era stata affidata prima di partire dalla Siria. Riuscii a capire, grazie ad una interprete curda che la piccola non aveva n\u00e9 fratelli n\u00e9 sorelle e che, per qualche causa che Radwa stessa ignorava, suo \u201c<em>zio<\/em>\u201d dopo una decina di mesi passati in un&nbsp;settlement&nbsp;informale la affid\u00f2 a sua volta ad un\u2019altra famiglia. Con loro, infine, Radwa compii la traversata fino a&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/+-Isola-di-Lesbo-+.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lesvos<\/a>&nbsp;e poi su fino al confine con la Macedonia. Come accade ancora adesso, con molta probabilit\u00e0, i suoi genitori non ebbero il denaro sufficiente per pagare ai trafficanti il passaggio all\u2019intero nucleo familiare, decidendo di mettere in salvo almeno la loro unica figlia.<br>Era sola quando la conobbi nel campo di&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/+-Idomeni-+.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Idomeni<\/a>, ancora pi\u00f9 sola quando se la port\u00f2 via la polizia greca nei centri per minori stranieri non accompagnati, strutture che nell\u2019area di Salonicco assomigliano pi\u00f9 a prigioni che a rifugi per bambini.<br>Nel campo di Idomeni, nei&nbsp;settlements&nbsp;turchi, in quelli in Italia o Macedonia, i bambini ovunque razzolavano nel fango giocando a fare la guerra con la naturale inconsapevolezza che accompagna l\u2019infanzia, anche quella vissuta in fuga dalla guerra e nella miseria di una crisi ormai dimenticata dai media occidentali. Le loro voci accompagnavano le nostre giornate e scandivano i nostri orari.<br><strong>Ricordo che i silenzi di Radwa prosciugavano invece l\u2019anima.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:100.00000%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3208\" data-permalink=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/03-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-scaled.jpg\" data-orig-size=\"2560,1440\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-H90&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1478271398&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;38.29&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0015625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"refugee camps in Turkey. Nizip\" data-image-description=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg\" data-attachment-id=\"3208\" data-permalink=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/03-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-scaled.jpg\" data-orig-size=\"2560,1440\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-H90&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1478271398&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;38.29&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0015625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"refugee camps in Turkey. Nizip\" data-image-description=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Open image 1 of 1 in full-screen\"srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg?strip=info&#038;w=600 600w,https:\/\/i2.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg?strip=info&#038;w=900 900w,https:\/\/i2.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg?strip=info&#038;w=1200 1200w,https:\/\/i2.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg?strip=info&#038;w=1500 1500w,https:\/\/i2.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg?strip=info&#038;w=1800 1800w,https:\/\/i2.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg?strip=info&#038;w=2000 2000w\" alt=\"\" data-height=\"1440\" data-id=\"3208\" data-link=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/03-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-url=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg\" data-width=\"2560\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/03-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x576.jpg\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/figure><\/div><\/div><\/div><\/div>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:100.00000%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3207\" data-permalink=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/02-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg\" data-orig-size=\"638,442\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-H90&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1478595404&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;68.48&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"refugee camps in Turkey. Nizip\" data-image-description=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg\" data-attachment-id=\"3207\" data-permalink=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/02-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg\" data-orig-size=\"638,442\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-H90&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1478595404&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;68.48&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"refugee camps in Turkey. Nizip\" data-image-description=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Open image 1 of 1 in full-screen\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg?strip=info&#038;w=600 600w,https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg?strip=info&#038;w=638 638w\" alt=\"\" data-height=\"442\" data-id=\"3207\" data-link=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/02-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-url=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg\" data-width=\"638\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/02-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico.jpg\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/figure><\/div><\/div><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:100.00000%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3209\" data-permalink=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/05-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-scaled.jpg\" data-orig-size=\"2560,1948\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-H90&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1478271316&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;68.48&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0015625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"refugee camps in Turkey. Nizip\" data-image-description=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg\" data-attachment-id=\"3209\" data-permalink=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/05-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-scaled.jpg\" data-orig-size=\"2560,1948\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-H90&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1478271316&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;68.48&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0015625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"refugee camps in Turkey. Nizip\" data-image-description=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;refugee camps in Turkey. Nizip&lt;br \/&gt;\nPh Andrea Panico&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Open image 1 of 1 in full-screen\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg?strip=info&#038;w=600 600w,https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg?strip=info&#038;w=900 900w,https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg?strip=info&#038;w=1200 1200w,https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg?strip=info&#038;w=1500 1500w,https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg?strip=info&#038;w=1800 1800w,https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg?strip=info&#038;w=2000 2000w\" alt=\"\" data-height=\"1948\" data-id=\"3209\" data-link=\"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/2022\/10\/20\/laccoglienza-dei-rifugiati-in-turchia-un-fallimento-annunciat0\/05-turkey-refugee-camp-nizip-ph-andrea-panico\/\" data-url=\"http:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg\" data-width=\"2560\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/05-turkey-refugee-camp-Nizip-ph-Andrea-Panico-1024x779.jpg\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/figure><\/div><\/div><\/div><\/div>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li>Per maggiori info \u00e8 possibile consultare il rapporto della missione ASGI al seguente link: http:\/\/www.asgi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2016_giugno_Esperimento-Grecia.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/data2.unhcr.org\/en\/situations\/syria\/location\/113<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/ec.europa.eu\/neighbourhood-enlargement\/news_corner\/migration_en<br>A fine novembre del 2017, risultavano trasferiti 908 milioni di euro e approvati 55 progetti finanziati per un totale di 1,78 miliardi di euro.<br>Alla fine di dicembre 2017, erano stati approvati tutti i 72 progetti per un valore di 3 miliardi di euro.<br>A marzo del 2018, la Commissione ha dato il via libera alla seconda tranche di ulteriori tre miliardi di euro.<br>http:\/\/www.france24.com\/en\/20180314-eu-unlocks-new-3-bn-euro-turkey-migrant-deal-tranche?utm_campaign=20180314&amp;utm_source=sailthru&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=Middle%20East%20Minute<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2017\/04\/24\/gabriele-del-grande-libero<\/li>\n\n\n\n<li>\u201c<em>Basta sussurrare, inizia a urlare!<\/em>\u201d da Stop Whispering dei Radiohead.<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.brookings.edu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Turkey-and-Syrian-Refugees_The-Limits-of-Hospitality-2014.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.brookings.edu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Turkey-and-Syrian-Refugees_The-Limits-of-Hospitality-2014.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>In un\u2019interessante ricerca dal titolo \u201c<em>Closed doors, Open secrets: How the World abandoned millions of Syrian refugee in Turkey<\/em>\u201d, viene fatto notare come sulla pagina web delle Nazioni Unite (https:\/\/fts.unocha.org\/) per il&nbsp;<em>financial tracking<\/em>, la pagina relativa alle operazioni che le Organizzazioni non Governative svolgono in Turchia \u00e8 assente. Ancora, ulteriori prove del fatto che diverse ONG sono presenti in Turchia pur essendo costrette a tacere il loro operato, sono rinvenibili in pagine web di organizzazioni che ufficialmente non sono state abilitate ad operare sul territorio ma che sul loro sito elencano le spese delle loro missioni in Turchia. Ulteriormente interessante sono le numerose offerte di lavoro postate sempre da ONG non ufficialmente operanti nel Paese. Le organizzazioni che scelgono invece di non esporsi, operano spesso finanziando associazioni del posto e lasciando come voce di budget \u201c<em>spese generali<\/em>\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Alla pagina https:\/\/data2.unhcr.org\/en\/documents\/download\/60548 i compiti dell\u2019UNHCR sono cos\u00ec descritti \u201c<em>Support the Disaster and Emergency Management Presidency (AFAD) in the management of camps in southeastern Turkey: UNHCR ensures regular staff presence in the camps to offer technical assistance on registration, camp management, identification of vulnerabilities, other protection concerns and to monitor voluntary repatriation. Additional technical support is provided on education, health and nutrition, water and sanitation and site planning on a regular basis. Other assistance includes shelter (including tents), winter items, vocational training programmes and materials for people with special needs (see Basic Needs). UNHCR provided AFAD with minibuses to transport refugees to training activities and events organized both in and out of camp settings. <\/em><em>WC and shower containers are provided as needed<\/em>\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>cfr: https:\/\/www.nytimes.com\/2014\/02\/16\/magazine\/how-to-build-a-perfect-refugee-camp.html?_r=0<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/reliefweb.int\/sites\/reliefweb.int\/files\/resources\/Sitrep_Turkey_Q1_2018.pdf<br>Si riportano i dati aggiornati al primo quadrimestre del 2018 al fine di poter elaborare un\u2019analisi complessiva pi\u00f9 precisa sulle presenze nei singoli 21 campi governativi.<br>Per i dati pi\u00f9 aggiornati consultare la pagina:<br>http:\/\/migration.iom.int\/docs\/Sitrep_Turkey_June_2018.pdf . L\u2019agenzia riporta i dati aggiornati a giugno su 19 campi governativi.<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/izajolp.springeropen.com\/track\/pdf\/10.1186\/s40173-017-0082-4<\/li>\n\n\n\n<li>\u201c<em>Regional refugee &amp; resilience plan 2017-2018 in response to Syria Crisis<\/em>\u201d, disponibile al seguente link: https:\/\/data2.unhcr.org\/en\/documents\/download\/53365<\/li>\n\n\n\n<li>Nel documento \u201c<em>Regional refugee &amp; resilience plan 2016-2017 in response to Syria Crisis<\/em>\u201c, l\u2019agenzia delle Nazioni Unite specificando che \u201c<em>informazioni dettagliate sulla registrazione e sulle vulnerabilit\u00e0 non sono disponibili alle UN e alla altre agenzie di soccorso<\/em>\u201c, ha stimato in 300.000 i rifugiati accolti nei campi, di cui il 23% uomini, il 23% donne e il restante 54% minori. Il nuovo documento \u201c<em>Regional refugee &amp; resilience plan 2017-2018 in response to Syria Crisis<\/em>\u201c, sottolineando ancora una volta la difficolt\u00e0 nel reperire dati precisi, mantiene per la programmazione degli interventi lo stesso numero ipotetico di siriani nei campi governativi, aggiornando le percentuali relative al sesso e all\u2019et\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li>Cfr. https:\/\/reliefweb.int\/sites\/reliefweb.int\/files\/resources\/CONCERN%20WW_Revised%20LQ.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/data2.unhcr.org\/en\/documents\/download\/42673<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/data2.unhcr.org\/en\/documents\/download\/42673<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/displacement.iom.int\/reports\/turkey-%E2%80%94-migrant-presence-monitoring-situation-report-december-2016<\/li>\n\n\n\n<li>Ibidem<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/reliefweb.int\/sites\/reliefweb.int\/files\/resources\/Sitrep_Turkey_Annual_2017.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>\u201c<em>We face two possibilities and these are the options. We can say that EU and the European institutions have outstanding issues with Turkey on human rights, press freedoms and so on\u2026We can harp on about that but where is that going to take us in our discussions with Turkey?\u2026We know that there are shortcomings but we need to involve Turkey in our initiatives. We want to ensure that no more refugees come from Turkey into the European Union<\/em>\u201d.<br>https:\/\/europeanjournalists.org\/blog\/2015\/12\/16\/eu-crisis-should-not-lead-to-complacency-towards-turkeys-responsibilities\/<br>https:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/worldnews\/europe\/turkey\/11957432\/EU-should-not-harp-on-at-Turkey-about-human-rights-says-Jean-Claude-Juncker.html<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.hrw.org\/report\/2015\/11\/08\/when-i-picture-my-future-i-see-nothing\/barriers-education-syrian-refugee-children<\/li>\n\n\n\n<li>http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2018-05-26\/il-populismo-erdogan-si-infrange-sull-economia-lira-picco-170746.shtml?uuid=AEl7vMvE<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo \u00e8 vittima di un ambiente che non tien conto della sua anima.(Charles Bukowski) Ci sar\u00e0, in una delle prossime generazioni, un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere societ\u00e0 in cui le persone saranno private di fatto delle loro libert\u00e0, ma ne saranno piuttosto felici, in quanto verranno sviati dalla volont\u00e0 di ribellarsi per mezzo della propaganda o del lavaggio del cervello, o del lavaggio del cervello potenziato con metodi farmacologici. E questa sembra essere la rivoluzione finale.(George Orwell) vai al reportage fotografico 1. L\u2019imbuto greco e la trappola turca Le popolazioni in fuga dalla polveriera mediorientale, dai conflitti che hanno provocato migliaia di morti innocenti, ridotto in macerie le economie dell\u2019Iraq e della Siria e favorito l\u2019avanzata dei fondamentalismi nel silenzio della comunit\u00e0 internazionale, prima della chiusura della rotta balcanica, raggiungevano il suolo greco per poi dirigersi, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, verso i paesi dell\u2019Europa occidentale.Con la chiusura a catena delle frontiere di Ungheria, Serbia e Macedonia, si \u00e8 creato un effetto domino per cui l\u2019ultimo tassello a restare in piedi, la Grecia, ha continuato per mesi ad aumentare il suo bacino migratorio. Come un enorme imbuto la pressione migratoria ha raggiunto il suo apice nel marzo del 2016, quando un accordo siglato dai paesi dell\u2019Unione Europea e dalla Turchia ha stabilito che quest\u2019ultima si adoperasse, con ogni mezzo a sua disposizione, a interrompere la rotta e bloccare i migranti che arrivavano nel paese del sultano Erdogan, impedendogli cos\u00ec di raggiungere la Grecia&nbsp;[1].Da allora \u00e8 cresciuto esponenzialmente il numero dei rifugiati in Turchia, passando dai due milioni settecentomila siriani registrati fino alla prima decade dell\u2019aprile del 2016 agli oltre tre milioni e cinquecentomila di luglio 2018&nbsp;[2]: la UE ha stanziato &#8211; in ottemperanza a quanto stabilito dall\u2019accordo &#8211; i primi 3 miliardi di euro come contributo economico per la gestione dell\u2019accoglienza&nbsp;[3]&nbsp;e Ankara si \u00e8 autoproclamata il paese pi\u00f9 generoso e accogliente al mondo. Particolare del campo profughi di Nizip 2 2. Il paese pi\u00f9 \u201caccogliente\u201d del mondo: i campi profughi in Turchia Sono le quattro eppure il sole, troppo pallido a questa latitudine, scendendo gi\u00f9 fino all\u2019orizzonte ha gi\u00e0 toccato le barricate, lunghi blocchi di cemento quadrangolari disposti a pochi metri da noi che frappongono la caserma militare, circondata dal filo spinato, all\u2019ennesimo vicolo tagliato fuori dal traffico della citt\u00e0 in nome della sicurezza.Il brulicare della vita che, poco meno di un anno fa, scorreva freneticamente tra le bancarelle dei mercati, \u00e8 oggi sacrificato alle misure di sicurezza imposte dalla guerra intestina che Erdogan ha mosso al popolo curdo. L\u2019effige di Ataturk, il simbolo della laicit\u00e0 e della libert\u00e0 di questo paese presente in ogni locale, scompare sotto la polvere alzata dai decreti e dai provvedimenti con cui il sultano continua la sua epurazione di ogni dissidente, intellettuale o voce libera che si opponga al suo regime. Tutto ci\u00f2 nel veloce declino dello stato di diritto e nel silenzio della comunit\u00e0 internazionale. Sulla torretta, un soldato in controluce imbraccia un AK47, la carnagione pallida del suo viso riflette il rosso di cui \u00e8 avvolta la luna della bandiera turca. Ci osserva sospettoso da mezz\u2019ora e continua a seguirci con lo sguardo fino a quando non entriamo in un taxi giallo.Il conducente curdo capisce immediatamente dove vogliamo andare. Saranno stati gli zainetti, deformati dalla consistenza delle custodie delle reflex, o l\u2019esserci intrattenuti cos\u00ec a lungo con Yusuf, che continua a scaldare&nbsp;\u00e7ai&nbsp;da dietro il suo carretto parcheggiato a ridosso del muro di cinta della caserma. Contrabbanda t\u00e8 siriano facendo la spola tra la Turchia e la Siria, \u201cper raggiungere i campi \u00e8 necessaria una vettura privata. Non arrivano i pullman laggi\u00f9. Per passare da una parte all\u2019altra del confine per\u00f2 basta avere qualche buon contatto e lasciare una generosa mancia ai militari che controllano il confine\u201d. I numerosi posti di blocco lungo la provinciale, dove i militari sono alle prese nell\u2019esaminare i documenti dei conducenti delle auto pi\u00f9 vecchie e sporche, mi fanno fortemente pregare di non essere fermati per un controllo. Non sono solo le citt\u00e0 e gli snodi principali ad essere controllati nel sud est turco, ma anche tutti i maggiori punti di accesso che portano ai campi profughi. I militari controllano rigorosamente le zone circostanti affinch\u00e9 n\u00e9 giornalisti n\u00e9 fotografi possano documentare la situazione, e coloro che vengono sorpresi senza un permesso ufficiale rilasciato dalle autorit\u00e0 turche (estremamente difficile da ottenere) rischiano il fermo o peggio il carcere. E\u2019 successo a decine di corrispondenti e&nbsp;freelancer&nbsp;finora, accadr\u00e0 anche a Gabriele del Grande di l\u00ec a pochi mesi, costretto alla detenzione per 14 giorni senza neanche la possibilit\u00e0 di incontrare un avvocato&nbsp;[4].Lascio che il fascio di luce, penetrando dal vetro scuro del veicolo semi abbassato invada gli occhi e incoraggi le pupille a restringersi. Li chiudo abbandonandomi per qualche minuto alla voce di Tom Yorke. \u201cStop whispering, start shouting, stop whispering, start shouting!&nbsp;[5]\u201d. Lungo la strada, da un lato e dall\u2019altro, solo terra alla terra e campi di ulivi e pistacchi.Imboccata una strada sterrata, la carreggiata si restringe e le file di alberi da frutto lasciano improvvisamente il posto alle coltivazioni di verdura e di ortaggi. Decinedi donne, anziane e bambine, dal volto coperto e con le schiene piegate riempiono i cesti di vimini con operazioni meccaniche e ripetitive. E poi, tutto d\u2019un tratto, l\u2019Eufrate. La culla dell\u2019umanit\u00e0, un tempo il fiume che bagnava la grande Babilonia, oggi solo uno spartiacque tra gli enormi e sovraffollati campi profughi di Nizip 1 e Nizip 2. 2.1 L\u2019inizio della crisi, i primi campi rifugiati Era il 29 aprile del 2011 quando i primi 263 siriani entrarono in Turchia per sfuggire dal conflitto. Nel giro di pochi giorni il governo turco allest\u00ec la prima tendopoli di emergenza nella provincia di Kilis che accolse le prime 252 persone. Nel settembre dello stesso anno nacquero i primi 4 campi per rifugiati, che diventeranno 13 l\u2019anno successivo e 21 alla fine del 2013&nbsp;[6]. La vastit\u00e0 dei&nbsp;settlement&nbsp;creati dal governo turco \u00e8 incredibile, basti pensare che alcuni di questi campi sono o sono stati nella lista dei campi profughi pi\u00f9 popolosi del Medio Oriente. Dalla collinetta, appena sopra la diga che strozza l\u2019Eufrate, si ha l\u2019impressione di osservare uno&nbsp;screenshot&nbsp;del gioco di \u201cThe Age of Empires\u201d, in cui le strutture abitative vengono costruite l\u2019una accanto all\u2019altra, prefabbricati perfettamente allineati intrappolati tra reti metalliche e torri con vedette e militari che sbadigliano.Ogni tanto un gruppo di bambini fa capolino sull\u2019enorme distesa di cemento, qualche calcio ad un pallone colorato che sbatte contro il cartello che avverte il forestiero: \u201cg\u00fcvenlik nedeni ile girilmez!&nbsp;&#8211; Vietato entrare per ragioni di sicurezza!\u201d. Qui i campi sono militarizzati e il loro presidio \u00e8 affidato esclusivamente a dipendenti governativi turchi. L\u2019accesso per chiunque non sia autorizzato dal Governo \u00e8 praticamente impossibile. 2.2 L\u2019anomalia turca A differenza di quasi tutti i campi rifugiati del mondo, quelli turchi non vengono gestiti dall\u2019Alto Commissariato per la Nazioni Unite per i Rifugiati, ma dall\u2019agenzia governativa&nbsp;Disaster and Emergency Management Presidency&nbsp;(AFAD). La polizia turca si occupa invece della registrazione dei migranti del campo e di rilasciare loro le ID card (vedi il capitolo &#8220;L\u2019accesso alla sanit\u00e0 per i rifugiati siriani&#8221;), mentre la sicurezza viene spesso appaltata a societ\u00e0 esterne.Ulteriore anomalia \u00e8 la difficolt\u00e0 che hanno le ONG di operare sul suolo turco. Nel 2016 erano solo 16 le organizzazioni straniere che avevano ottenuto il permesso di fornire assistenza diretta ai profughi in Turchia, limitatamente alle persone che erano accolte nei campi a ridosso del confine siriano. Per tutte le altre ONG, l\u2019accesso ai campi \u00e8 severamente vietato. Ci\u00f2 sta comportando per molte di loro l\u2019obbligo di operare in silenzio, nascondendosi al controllo del Governo&nbsp;[8].Tali restrizioni coinvolgono anche l\u2019UNHCR, a cui \u00e8 concesso solo la possibilit\u00e0 di accedere alle strutture per svolgere le sue attivit\u00e0 di monitoraggio, per offrire assistenza tecnica e alcune forme di sostegno logistico ma sempre solo quando richieste da AFAD&nbsp;[9].La gestione dei campi \u00e8 fosca e a tratti paludosa, \u201ca volte viene impedito a noi stessi funzionari dell\u2019UNHCR di entrare nei campi. Mi vengono semplicemente passate le notizie che devo utilizzare nella stesura dei report, informazioni che tuttavia non mi \u00e8 stato in alcun modo permesso di verificare\u201d, racconta Maria dipendente delle Nazioni Unite che lavora a Gaziantep.La responsabilit\u00e0 finanziaria e amministrativa della gestione dei campi ricade esclusivamente sul governo turco. Seppur dispendiosa, tale strategia permette al governo turco di avere il controllo totale sul modo di operare assicurandosi che non ci siano soggetti esterni, quali dipendenti di ONG, che possano mettere in discussione la loro strategia di gestione della crisi criticando o entrando in conflitto con le decisioni adottate dal governo o dai responsabili amministrativi locali&nbsp;[10]. 2.3 La carenza di alloggi nei campi: un problema che parte da lontano Al marzo del 2018, degli oltre tre milioni e mezzo di siriani registrati, solo il 6% di loro, 225.557 [11],&nbsp;vivevano nei 21&nbsp;Temporary Accomodation Centers&nbsp;(TACs) locati nelle province turche a ridosso del confine siriano vicino le 10 citt\u00e0 di Sanlurfa, Gaziantp, Hatay, Kilis, Osmaniye, Adana, Mardin, Adiyaman, Malatya e Kahramanmara&nbsp;[12].Di loro, si stima&nbsp;[13]&nbsp;una popolazione maschile del 29,96% e femminile del 25,36%, con una presenza di minori del 44,68%&nbsp;[14]. Nonostante l\u2019importanza che rappresenta per i migranti la possibilit\u00e0 di poter accedere ad un ricovero, solo durante i primissimi anni del conflitto tale problema \u00e8 stato realmente affrontato dal Governo turco. Gli anni successivi alla seconda met\u00e0 del 2013 hanno lasciato invece emergere il totale disimpegno di Ankara.A fronte della crescita esponenziale del flusso migratorio&nbsp;dovuto, da una parte all\u2019acuirsi del conflitto siriano, dall\u2019altra all\u2019impegno assunto dal sultano di bloccare con ogni mezzo l\u2019emigrazione verso l\u2019Europa,&nbsp;la disponibilit\u00e0 di posti nei campi rifugiati \u00e8 rimasta sin dalla loro costruzione pressoch\u00e9 invariata. N\u00e9 il governo ha sopperito a tale necessit\u00e0 prevedendo l\u2019accoglienza in altri tipi di strutture che puntassero a una migliore integrazione della popolazione migrante sul territorio.Fino ai primi mesi del 2013 coloro che arrivavano in Turchia&nbsp;con l\u2019intenzione di restare&nbsp;potevano trovare rifugio nei campi allestiti dal governo. Il problema della disponibilit\u00e0 di alloggi si \u00e8 presentato&nbsp;a cavallo dei mesi di febbraio e marzo del 2013&nbsp;quando&nbsp;si sono cominciate a registrare le prime 50.000 richieste di esubero&nbsp;[15]. Il numero di coloro che erano riusciti a trovare un ricovero nei campi \u00e8 rimasto tuttavia superiore agli \u201cesclusi\u201d fino all\u2019inizio dell\u2019estate dello stesso anno, quando a cavallo dei mesi di luglio e agosto la situazione si \u00e8 invece ribaltata: l\u2019incapacit\u00e0 del Governo di far fronte al crescente flusso migratorio ha comportato una crescita rapida e costante degli&nbsp;outsider&nbsp;. Se tuttavia alla fine del novembre del 2013 la percentuale dei siriani che alloggiavano nei campi era ancora del 38,3%&nbsp;(205.545) dei 536.371 registrati sul suolo nazionale&nbsp;[16], durante gli anni successivi al crescere vertiginoso della curva migratoria non \u00e8 seguito un aumento della disponibilit\u00e0 in termini di posti all\u2019interno dei campi.In particolare, \u00e8 a partire dal mese di febbraio del 2014 che il problema si acuisce arrivando, alla fine della prima decade del dicembre del 2014, a una percentuale&nbsp;di accolti che crolla al 20% (223.921) su un numero di siriani registrati cresciuto a 1.115.551&nbsp;[17]! La situazione peggiora ulteriormente negli anni successivi arrivando il&nbsp;primo ottobre del 2015&nbsp;a un numero di accolti di 258.504 su 2.066.601, il 12,51%&nbsp;[18].A fine dicembre del 2016, risiedevano nei campi il 9,16% della popolazione migrante siriana, 258.597 su 2.823.987&nbsp;[19].L\u2019anno successivo, al dicembre del 2017 su 3.424.237 siriani registrati, solo 258.597 vivevano nei campi, il 7,55%&nbsp;[20].Quanto appena illustrato mostra una evidente negligenza nella gestione della crisi in corso. Da una parte, ci\u00f2 \u00e8 dovuto sicuramente ad un deficit in termini di previsione degli arrivi causata da un\u2019inadeguata&nbsp;governance&nbsp;dell\u2019emergenza. Dall\u2019altra, occorre rilevare la grave assenza sul piano politico di attori internazionali che, una volta iniziati a versare nel 2016 i primi tre miliardi nelle casse della Turchia come contributo economico, hanno scelto di non preoccuparsi adeguatamente delle condizioni di vita dei profughi siriani.&nbsp;Del resto le frasi del Presidente della Commissione Europea Juncker, del 27 ottobre 2015 davanti al Parlamento Europeo di Strasburgo, espressero in modo molto chiaro i&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3200,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[22,26],"tags":[29,60,56,59,110,130,46,79],"class_list":["post-3203","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reportage","category-turchia-io-non-ho-sogni","tag-immigrazione","tag-minori-stranieri","tag-minori-stranieri-non-accompagnati","tag-msna","tag-refugee","tag-refugees","tag-richiedenti-asilo","tag-sfruttamento-lavorativo"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/andreapanico.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/turkey-refugee-pg-Andrea-Panico-scaled.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3203"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3385,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3203\/revisions\/3385"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreapanico.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}